https://www.locusfestival.it Skip to main content

Locus festival 2024, ai concerti di Bari si aggiunge GLEN HANSARD il 29 giugno nel Teatro Petruzzelli

By Dicembre 11th, 2023Locus 2024

Locus festival in tutta la città! A Bari il 29 giugno, in contemporanea con i concerti sul lungomare, il Teatro Petruzzelli accoglie il grande artista irlandese Glen Hansard. Il cantautore irlandese presenta “All That Was East Is West Of Me Now” il nuovo album uscito il 20 ottobre, insieme ai brani più celebri del suo repertorio.
Un ulteriore chicca per la ventesima edizione del Locus, in esclusiva per sud Italia e isole.

BIGLIETTI IN VENDITA dalle ore 11:00 di mercoledì 13 dicembre su ticketone.it

Cantautore, chitarrista, attore, voce e chitarra dei The Frames, fondatore insieme a Marketa Irglova, dei THE SWELL SEASON, vincitore del premio Oscar nel 2008 con ‘Falling Slowly’, miglior canzone originale tratta dal film ‘Once’, Glen Hansard torna in Italia per presentare All That Was East Is West Of Me Now, il nuovo album uscito il 20 ottobre, insieme ai brani più celebri del suo repertorio.

Primo disco del cantautore dopo oltre quattro anni, segue un periodo in cui Hansard si è mosso tra collaborazioni con Eddie Vedder e Cat Power e performance dal vivo con The Frames e Markéta Irglová/The Swell Season.

Tutte queste esperienze hanno contribuito a dare una direzione a All That Was East Is West Of Me Now, album a tratti rumoroso e meditativo, tentacolare e ipnotico, decisamente il disco più rock di Hansard dai tempi di Burn the Maps dei The Frames.

All That Was East Is West Of Me Now è nato da una serie di cinque concerti organizzati da Hansard con il passaparola nel suo piccolo pub locale nel corso del novembre 2022. “Una canzone diventa ciò che è solo attraverso la testimonianza” – ha affermato – e in presenza di un pubblico “la canzone trova una strada diversa“. Alla fine della residenza, il disco ha preso forma e sono iniziate le registrazioni con il collaboratore di lunga data David Odlum nel suo studio alla periferia di Dublino.

Il titolo, deriva dalla “improvvisa consapevolezza che c’è più dietro che davanti” e suggerisce un’indagine da una grande altezza, prendendo in considerazione il terreno percorso e tuttavia anche ciò che è ancora da scoprire. Sebbene il passare del tempo possa essere un tema centrale, queste otto tracce si concentrano più sulla promessa per il futuro che su pensieri di rimpianto o nostalgia.