Nella Penisola Salentina, in Puglia, un batterio Killer, la Xylella, sta distruggendo ettari di oliveti. Insieme agli alberi, il dilagare di questa “peste” sta mettendo in ginocchio l’eredità culturale e l’economia di un’intera popolazione.

Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni hanno voluto documentare questo processo di cambiamento epocale.

La spinta alla modernizzazione ha da tempo cominciato il suo processo di erosione. L’abuso di pesticidi e antiparassitari ha indebolito e reso vulnerabili persino gli alberi secolari, esponendoli al batterio.

La grande macchina della globalizzazione ha così stretto il cappio intorno alla penisola, sgretolando tradizioni di generazioni di donne e uomini che hanno vissuto in funzione della loro terra. I ricordi iniziano a farsi labili, ridotti in cenere come i rami secchi bruciati per tentare di fermare la contaminazione.

I ritratti in mostra, realizzati in pellicola con il metodo della doppia esposizione, raccontano di questo processo di dissoluzione, di questo inesorabile svanire della memoria e del territorio. Volti di contadine e contadini che si trasformano in paesaggi emotivi, in mappe confuse di un futuro incerto. A dialogare con questi, testimonianze scritte, lasciate sul diario dei fotografi, che insieme a polaroid e reperti, simboli e ricordi, compongono frammenti di vita di una comunità che rischia di perdere la propria identità.

Il diario e i ritratti sono solo una parte dell’approfondito lavoro realizzato dal duo di fotografi che hanno vissuto a stretto contatto con le donne, gli uomini e i luoghi vittime di questa emergenza ambientale, soffermandosi su paesaggi, gesti, dettagli, atmosfere.

Il lavoro This Land is My Land si è aggiudicato il premio come miglior lavoro documentaristico in bianco e nero al Gomma Grant 2017.